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Capire la riforma della trasparenza della PA: il FOIA italiano / Fernando Venturini

Dal 23 dicembre 2016, è entrata in vigore la riforma prevista dal D.Lgs. 25 maggio 2016, n. 97, primo decreto di attuazione della L. 7 agosto 2015, n. 124 (c.d. legge Madia). La riforma ha modificato profondamente il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 (cosiddetto T.U. sulla trasparenza) ed ha introdotto quello che giornalisticamente è definito come FOIA italiano, Freedom of information act, riferendosi alla legge che con questo nome fu introdotta nel 1966 negli Stati Uniti.
In base alle nuove norme chiunque può accedere a qualsiasi informazione in possesso delle pubbliche amministrazioni italiane, senza dover dimostrare uno specifico interesse giuridico all'accesso (necessario, invece, per chiedere documenti in base alla legge 241 del 1990), con esclusione di documenti e dati protetti da uno degli interessi pubblici o privati espressamente indicati dalla legge.
Si tratta di una riforma importante su cui, tuttavia, si può constatare un atteggiamento controverso. Non sono state attivate campagne di informazione della cittadinanza, il che sembra nascondere timori da parte delle pubbliche amministrazioni. Se ne è parlato superficialmente da parte della stampa e, prevalentemente, in modo critico (si vedano ad esempio i post del blog di Andrea Lisi del Fatto Quotidiano che parla apertamente di un pacco digitale).
In realtà, una valutazione serena e un confronto con la situazione di altri paesi, e con le regole dell'Unione Europea, dovrebbe farci apprezzare il passo in avanti fatto dalla legislazione italiana anche sotto la spinta di iniziative come Foia.it (il cui sito, peraltro, è rimasto fermo all'aprile del 2016, prima del varo del D.Lgs. n. 97). E' quanto si deduce da un articolo di un giovane professore di diritto amministrativo che è possibile leggere su Academia.edu Il FOIA italiano. La fine della trasparenza di Bertoldo.
Molto utile anche la sezione di domande e risposte contenuta nella guida operativa all'accesso generalizzato pubblicata in appendice alle Linee guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all'accesso civico di cui all’art. 5 co. 2 del d.lgs. 33/2013
dell'Autorità nazionale anticorruzione
. Per una prima ricognizione delle fonti si può vedere la scheda contenuta nella sezione del sito della Camera dedicata alla Pubblica amministrazione, intitolata La nuova disciplina della trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Importante anche il Dossier pubblicato dall'IRPA, l'Istituto di ricerche sulla pubblica amministrazione, con link a tutti i documenti normativi più importanti, alle delibere ed ai pareri dell'ANAC, ai documenti internazionali ed un'ampia bibliografia.
Molte amministrazioni stanno inserendo informazioni sui loro siti e anche la modulistica per attivare il diritto di accesso generalizzato. Si veda ad esempio la pagina predisposta dal comune di Milano
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Data di creazione 2017-05-14 10:19:11
Data di pubblicazione 2017-05-14 10:19:11
Data di ultima modifica 2017-06-12 15:09:13
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